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News
22/11/2018
BONUS PRIMA CASA 2018 REQUISITI



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10/12/2014
Agevolazioni prima casa

Una buona guida per chi acquista per la 1 volta la sua casa.

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18/06/2013
LA 1 CASA NON E' PIU' PIGNORABILE

Stop alle espropriazioni di Equitalia della prima casa, se questa è l'unico bene del debitore o è la sua residenza anagrafica. Così il Governo prova a rivedere i poteri dell'agente della riscossione e a ricostruire il rapporto con i contribuenti. In particolare viene previsto che Equitalia può iscrivere l'ipoteca ma non può più procedere all'esproprio della prima casa, a meno che questa non sia un immobile accatastato come villa (A/8) o come castello e bene storico e di pregio (A/9). Inoltre maggiori tutele anche sugli altri immobili diversi dalla prima casa. Equitalia potrà esercitare l'esproprio immobiliare solo se il debito del contribuente è superiore a 120mila euro (la soglia attuale è fissata in 20mila euro). Meno poteri anche sui beni strumentali delle imprese che saranno pignorabili solo nel limite del quinto del loro valore e il primo incanto per la vendita potrà avvenire soltanto dopo 300 giorni dal pignoramento.

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12/03/2013
IN VISTA LA RIPRESA DEL MATTONE

La notte non è finita, ma l'alba si avvicina. È questa l'immagine del mercato immobiliare italiano a oggi, un pizzico di ottimismo unito a un sano realismo. Sia che si voglia esaminare il settore residenziale, sia che si tratti del cosiddetto terziario (uffici, centri commerciali, logistica, hotel) il quadro in cui si muovono oggi sia i consumatori sia gli operatori è lo stesso. Questo in sintesi il messaggio che emerge dell'Outlook di Scenari Immobiliari, che Casa24 Plus è in grado di anticipare ai lettori rispetto alla prossima presentazione ufficiale. I risultati elettorali per ora non hanno migliorato la percezione dell'Italia nel mondo, soprattutto per chi deve investire, ma i segnali sono comunque potenzialmente positivi. Già la riduzione dell'Imu, promessa, può essere un elisir ricostituente per il mattone. «E poi i sette anni di vacche magre scadono a fine 2013 – sottolinea non senza ironia Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – e quindi dal 2014 ci aspettiamo un lungo periodo di ripresa e positività». I segnali di miglioramento sono in realtà più forti all'estero che in Italia, ma il ritardo del nostro Paese è una costante del comportamento immobiliare: la crisi arriva dopo, ma anche la ripresa si fa desiderare maggiormente, anche perché lo scenario macroeconomico questa volta è decisamente a nostro sfavore. La domanda di case Uno dei fattori positivi, in grado di tirare la ripresa quando ci sarà, è la forte domanda abitativa del nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda le città. Il 2012 però ha segnato il passo anche da questo punto di vista, con una domanda in calo a causa della crisi economica e lavorativa, della scarsa disponibilità di credito bancario, dell'incertezza sulla fiscalità degli immobili e di un'Imu più gravosa di quanto atteso. Rispetto al 2010, è comunque cresciuta la domanda di prime case (in % rispetto al totale), passando dal 47% al 50,5%, così come quella per sostituzione dell'immobile, mentre si è quasi dimezzata la voglia di seconda casa (dal 9 al 5,5%) e l'acquisto per investimento è sceso dal 13 all'8 per cento. Le difficoltà di accesso al credito, unitamente alla crisi lavorativa, hanno costituito un problema quasi insormontabile per i lavoratori stranieri immigrati che, se nel 2011 avevano fatto registrare una "ripresina" degli acquisti di case, nel 2012 chiudono con circa 50mila compravendite, segnando un -18% rispetto all'anno precedente. Dal 2004 (primo anno dell'Osservatorio immigrati e casa di Scenari Immobiliari) a oggi le famiglie straniere hanno concluso circa 850mila compravendite, ma dal 2008 il trend degli acquisti è in calo, mentre aumenta la domanda potenziale insoddisfatta dal mercato. Gli investimenti Interessante, in proposito, una specifica indagine di Scenari Immobiliari relativamente all'utilizzo dei propri risparmi da parte delle famiglie italiane. Dalle interviste realizzate nel gennaio 2013, su un campione di 980 famiglie, nelle quali si chiedeva quale fosse l'utilizzo più opportuno dei propri risparmi, ben il 35,5% ha risposto di non avere risparmi da utilizzare (contro il 28,5% del 2011); solo il 3% ha risposto di indirizzarli verso azioni e fondi di investimento (contro il 9,7% del 2011), mentre il 29,5% dice che è preferibile investirli in immobili (29,1% nel 2011). Insomma, la voglia di casa c'è, mancano le certezze e gli aiuti in termini di finanziamenti: i mutui alle famiglie si sono dimezzati nel 2012 rispetto anche solo all'anno precedente. Il tutto, ha portato a un fatturato globale del settore residenziale, nel 2012, di 84,5 miliardi di euro, con un calo dell'8,7% su base annua. Ma, vedendo la luce in fondo al tunnel, le previsioni di Scenari Immobiliari sono di una ripresina dell'1,8% nel 2013, con un fatturato residenziale a quota 86 miliardi. Il mercato delle seconde case in località turistiche è invece ridotto al lumicino, con un fatturato di 3,6 miliardi, sceso del 6,5% nel 2012 e previsto in ulteriore calo (-8,3%) nel 2013. I prezzi Sono in molti a insistere sul fatto che il mercato non si riprende, in Italia, perché i prezzi non scendono. «In realtà, se guardiamo alla crisi del 92-95, i prezzi delle case si erano dimezzati, in quel periodo, considerando il tasso di inflazione – spiega Mario Breglia –, ma questo non ha certo portato una ripresa. Non credo che ci sia un legame così diretto tra prezzi e attività del mercato, credo invece che oggi manchi completamente il credito bancario, dal che emerge un'ingessatura rigidissima del mercato stesso. E credo anche che il nuovo Governo dovrà pensare qualcosa in questo senso, per rimettere in moto i meccanismi dei finanziamenti alle famiglie». Nel 2012 le quotazioni medie nominali del settore residenziale italiano hanno accusato una leggera flessione (circa l'1% per i prezzi e il 2,7% per i canoni) in linea con il triennio negativo precedente. La previsione per il 2013 è di un ulteriore calo dei prezzi e dei canoni, ma con forti oscillazioni tra le varie zone urbane. Fonte il sole 24ore

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22/02/2013
IL REDDITOMETRO E' ANITICOSTITUZIONALE

Il redditometro invade la privacy dei contribuenti. Una sentenza del tribunale di Napoli (sezione di Pozzuoli) vieta il redditometro, perché determina "la soppressione del diritto del contribuente e della sua famiglia ad avere una vita privata, a poter gestire il proprio denaro", scrive il giudice Antonio Lepre, che difende la libertà del cittadino a sentirsi libero "su aspetti delicatissimi della propria vita privata quali la spesa farmaceutica, l'educazione e il mantenimento della prole, la vita sessuale". La sentenza ordina all'Agenzia delle Entrate di non "intraprendere alcuna ricognizione, archiviazione o comunque attività di conoscenza o di utilizzo dei dati", addirittura di "cessarla se iniziata" e di "distruggere tutti i relativi archivi" se già esistenti. Nove pagine che metterebbero la parola fine al Redditometro, appena presentato (4 gennaio 2013) e non ancora entrato a pieno regime (la partenza era prevista per marzo), CASE, AUTO E VISITE MEDICHE SOTTO ESAME/ NASCE IL REDDITOMETRO La sentenza della sezione di Pozzuoli del tribunale di Napoli ha accolto il ricorso di un pensionato residente nella cittadina flegrea. Il pensionato, assistito dall'avvocato Roberto Buonanno, ha lamentato che attraverso il monitoraggio delle spese si possono conoscere anche gli aspetti più privati della vita del singolo cittadino, includendo anche le spese per cure mediche. E il redditometro finirebbe per passare al setaccio anche le spese per soggetti diversi dal contribuente. Il redditometro, scrive il giudice Lepre nel dispositivo "non fa alcuna differenziazione tra 'cluster' di contribuenti bensì, "del tutto autonomamente, opera una differenziazione di tipologie familiari suddivise per cinque aree geografiche". Il cittadino verrebbe privato "del diritto ad avere una vita privata" e di essere "quindi libero nelle proprie determinazioni senza dover essere dover essere sottoposto all'invadenza del potere esecutivo e senza dover dare spiegazioni dell'utilizzo della propria autonomia e senza dover subire intrusioni anche su aspetti delicatissimi della vita privata". Per il giudice Lepre il redditometro finisce anche per accomunare "situazione territoriali differenti in quanto altro è la grande metropoli altro è il piccolo centro e altro ancora è vivere in questo o quel quartiere". Lepre osserva che all'interno "della medesima Regione e, anzi, della medesima Provincia vi sono fortissime oscillazioni del costo concreto della vita, così come altrettanto forti oscillazioni vi possono essere all'interno di un'area metropolitana". Così i "contribuenti delle zone più disagiate perderanno anche, per così dire, il vantaggio di poter usufruire di un costo della vita inferiore in quanto gli sarà imputato in ogni caso il valore medio Istat delle spese". Soddisfatto l'avvocato Buonanno, difensore del pensionato: "La visibilità totale delle attività e dei comportamenti di tutti i cittadini - osserva il legale - non è il simbolo di una società aperta e liberale. L''azione della pubblica amministrazione deve essere proporzionata ai fini dell'interesse pubblico che essa persegue". (22 febbraio 2013)

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15/01/2013
GENNAIO 2013:MUTUI ANCORA IN RIBASSO

Tassi mutui: previsioni al ribasso. La tempesta perfetta che si è abbattuta ad agosto sui mercati finanziari ha scombussolato l'andamento di azioni e obbligazioni ma anche le idee di chi prima dell'estate si è mosso per chiedere un mutuo da chiudere poi, terminate perizia e istruttoria, tra fine estate e inizio autunno. Questo perché le indicazioni sul fronte dei tassi di maggio e giugno sono state profondamente rimescolate dalle turbolenze di luglio-agosto. La tentazione del fisso A tal punto che chi in primavera/inizio estate era orientato sul variabile (e su questo ha focalizzato preventivi e pre-contratto) adesso magari è tentato dal fisso (come emerge da varie segnalazioni ricevute dai lettori). E come dargli torto? Gli Eurirs - i parametri con cui si aggancia alla stipula del mutuo il calcolo delle rate dei mutui a tasso fisso che, unito allo spread applicato dalla banca determina il Tasso annuo nominale - sono scesi violentemente. L'Irs a 20 anni - utilizzato appunto per i mutui con durata 20 anni - l'11 aprile 2011 viaggiava al 4,16 per cento. Questa mattina è stato fissato al 3,3 per cento. Dal punto di vista finanziario gli 86 punti base persi da questo indicatore sono un abisso, un risparmio di 7-8 mila euro su un mutuo medio di 150mila euro. L'andamento degli Eurirs evoca quello che è successo l'anno scorso quando, complice l'avvillupparsi della crisi dell'economia in Grecia, gli investitori corsero ad acquistare Bund tedeschi facendone scendere il rendimento portando al minimo storico anche gli Eurirs (con l'indice a 20 anni piombato al 2,7%) che seguono da vicino l'andamento dei titoli sovrani tedeschi. Proprio l'anno scorso, di questi tempi, era possibile stipulare mutui a tasso fisso con un Taeg (Tasso annuo effettivo globale che contempla interessi e altri oneri legati al mutuo) intorno al 4 per cento. Un'offerta finanziarimente molto interessante dato che permetteva ai mutuatari di bloccare per tutta la durata del prestito un tasso corrispondente al costo medio pagato da chi negli ultimi 10 anni ha scelto il variabile (statisticamente più conveniente del fisso, ottenuto sommando a un Euribor medio del 3% uno spread dell'1%) ma allo stesso tempo non soggetto a eventuali schizofrenie delle rate, a cui solo il mutuo variabile è soggetto. Ma oggi, con gli Eurirs nuovamente in forte discesa, è possibile stipulare ottimi mutui a tasso fisso? I più competitivi partono da un Taeg del 4,7 per cento. Nell'ottica di lungo periodo non si tratta di un tasso elevato ma resta distante di ben 70 punti base dalla soglia di "estrema convenienza" per il fisso che potremmo allineare intorno al 4% sulla base del ragionamento sin qui seguito. Ma il variabile dovrebbe scendere ancora A ciò va aggiunto che la tempesta d'agosto ha rimescolato le carte anche sul fronte dei tassi variabili. Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro e tornare a maggio 2011 quando gli Euribor - gli indici con cui, in aggiunta dello spread concordato in sede di stipula, sono calcolate via via le rate dei mutui a tasso variabile - viaggiavano in lenta ma costante risalita. E, soprattutto, erano proiettati in rialzo anche per il prossimo triennio. Lo scorso maggio i future sull'Euribor a 3 mesi (contratti scambiati sul mercato Liffe di Londra) proiettavano l' "indice dei mutui variabili" al 2% a dicembre 2011, al 2,775% a dicembre 2012, al 3% (tasso medio negli ultimi 10 anni), a settembre 2013, e al 3,43% a settembre 2014. Oggi, invece, dopo lo scotto pagato dai mercati a luglio ed agosto, i timori laterali che gli Usa debbano affrontare il rischio di una doppia recessione uniti a una persistente instabilità dei Pigs, hanno ribaltato queste proiezioni. A giudicare dai prezzi a cui vengono scambiati oggi i future sull'Euribor, questo parametro, fissato da due sedute consecutive all'1,54%, dovrebbe invertire la rotta e tornare a scendere nei prossimi mesi. A dicembre 2011 è visto all'1,3 per cento. A marzo 2012 all'1,19%, a giugno 2012 all'1,16% per ritornare sui livelli attuali intorno a giugno 2013 e superare la soglia del 2% dopo la primavera del 2014. A giugno 2015 dovrebbe portarsi al 2,75%, ancora un po' lontano da quel 3% che è la sua media storica degli ultimi 10 anni. Il mercato, in sostanza, sta puntando in questo momento su una crescita stentata dell'economia dell'area euro nei prossimi mesi. Scenario che costringerebbe la Banca centrale europea a raffreddare l'idea di operare altri rialzi dei tassi di interesse dopo aver alzato nel corso del 2011 il tasso di riferimento dall'1 all'1,5% in due tranche. Se l'ipotesi letta dietro i contratti future sul mercato londinese Liffe sarà centrata dalla realtà, vorrà dire che i tassi variabili (a parità di spread) risulteranno ancor più bassi rispetto alle soglie attuali (il miglior variabile a 20 anni si stipula intorno a un Taeg del 2,7%).

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03/12/2012
Bonus 55% su ristrutturazioni con risp. energetico

In apertura Valentina Ferrari dell'Ufficio Tecnico di Uncsaal (Unione dei costruttori di serramenti metallici), ha illustrato le detrazioni fiscali del 36/50% e del 55%, ricordando gli interventi ammissibili, le condizioni per accedere ai bonus e le evoluzioni che questi strumenti hanno subito negli ultimi mesi con i più recenti provvedimenti normativi. Una situazione di grande incertezza contro la quale Uncsaal si è mobilitata, insieme con PvcForum Italia e FederlegnoArredo, chiedendo di sottoscrivere il "Manifesto per il 55%" (anche online), come spiegato da Pietro Gimelli, Direttore Generale Uncsaal. D'accordo sulla necessità di prorogare fino al 2020 la detrazione del 55%, senza continui stop&go, si è dichiarato Gaetano Fasano, Responsabile Dipartimento Efficienza Energetica Edifici Pubblici dell'ENEA. L'incertezza dei tempi - ha spiegato Fasano - sta determinando lo spostamento delle scelte verso il 36/50% ma anche verso il nero, sottraendo gli interventi al monitoraggio del risparmio energetico, nonchè al fisco. Occorre - per Fasano - una comunicazione più capillare, lo snellimento delle procedure e la stabilità degli strumento di incentivazione. La detrazione del 55% è vitale in questo momento per l'industria dei serramenti e per l'edilizia in generale. Carmine Garzia, membro dell'Advanced Management Centre dell'Università della Svizzera Italiana, ha studiato l'impatto economico dell'incentivo fiscale: solo sui serramenti, il bonus ha generato investimenti per 7,5 miliardi di euro. Una crescita vertiginosa che però negli ultimi anni si è arrestata, subendo la crisi di tutto il settore edile. Le istanze dell'industria sono state accolte favorevolmente da Francesco Ferrante, XIII Commissione Senato della Repubblica - Territorio, Ambiente e Beni Ambientali, il quale ha definito "sacrosanta" la richiesta di proroga del 55%. Ma non sarà così facile perchè, se da una parte la Strategia Energetica Nazionale, presentata dal Governo qualche giorno fa (leggi tutto), considera il 55% uno strumento fondamentale per raggiungere gli obiettivi europei di risparmio energetico, dall'altra il ddl di Stabilità non fa menzione della detrazione. Se le cose restassero così, il bonus del 55% terminerebbe il 30 giugno 2013 determinando il collasso del settore. E sarebbe antieconomico per tutti perchè il 55% ha generato notevoli investimenti e un risparmio energetico di 8.600 Gwh/anno, pari a due megacentrali termoelettriche. Ferrante si è detto ottimista in merito alla proroga e alla stabilizzazione del bonus, unica strada per ridare fiato al settore dei serramenti e dell'edilizia.

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26/10/2012
Ottobre 2012: ultime novita sui mutui

Di seguito òe ultime news sui mutui 2012

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26/10/2012
Aggiornamenti prossimi interventi

Aggiornamenti su prossimi interventi. Nel mese di Novembre seguiranno altri interventi nel comune di Campi.

13/02/2012
ENTRO NOVEMBRE 2012 NUOVO SITO INTERNET E NUOVA SE

Tra il mese di Febbraio ed il mese di Marzo 2012 ci trasferiamo nei nuovi uffici in Campi Bisenzio via Gramignano 76 (a 100 mt dall'ingresso dell'Hidron). Il nuovo telefono sarà 055/5277626 e sara predisposto un numero verde Entro il 2012 ci sarà inoltre un nuovo sito internet più aggiornato agli standard odierni, consultaboile da IPAD e IPHONE con nuove e più intuitive funzioni.

Cellulare: 388/888.9.888   •   Tel/Fax Ufficio: 055/52.77.626   •   Via Gramignano, 76 Campi Bisenzio   •   Email: info@becherinicase.it
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